INTRODUZIONE
Tratta dal volume:
"Introduzione ai Padri
della Chiesa"
G.Bosio-E.dalCovolo-M.Maritano.
SOCIETA' EDITRICE INTERNAZIONALE, Torino

 

La Didaché godette di grande notorietà nell'antichità cristiana. L'autore della Epistola di Barnaba, nei capitoli. 18-20 riproduce, rimaneggiandoli, i capitoli 1-5 della Didaché.
La cita Erma nel Pastore, ne fa uso Clemente Alessandrino e la ritiene Scrittura Sacra; tale la ritiene anche Origene.
La nomina Eusebio. Sant'Atanasio la consiglia come libro utile per l'istruzione dei catecumeni. Verso la fine del secolo III, i primi quattro capitoli della Didaché furono introdotti nei Canoni ecclesiastici dei santi Apostoli (Costituzione Apostolica Egiziana). Nella seconda metà del IV sec. o principio del V, fu incorporata nelle Costituzioni Apostoliche.
Fusa così in più vaste compilazioni, la Didaché perdette la sua notorietà, e dopo il secolo XII non si hanno più tracce di essa.

Nel 1873 il metropolita di Nicomedia, Filoteo Bryennios, scoprì a Costantinopoli un codice greco, scritto nel 1056 (ora conservato nella Biblioteca Patriarcale di Gerusalemme), il quale contiene la Didaché, le due Lettere di San Clemente Romano e la Epistola di Barnaba. Nel 1875 egli pubblicò il testo completo delle Lettere di San Clemente e nel 1883 diede l'editio princeps della Didaché.
La pubblicazione del Bryennios suscitò ovunque interesse, entusiasmo e fervore di studi. Data l'importanza storica, dottrinale e liturgica del breve scritto, le pubblicazioni sull'argomento furono numerosissime in tutte le nazioni.
Dopo un ventennio di quasi unanimi entusiasmi, le opinioni degli studiosi incominciarono a oscillare tra la più grande stima e la completa disistima.
Un accurato ed esauriente studio di Jean-Paul Audet rivaluta e dà una nuova e geniale interpretazione della Didaché: «Una raccolta d'istruzioni e di usanze della Chiesa primitiva, fatta da uno di quei ministri itineranti del Vangelo, di cui si parla nella Didaché stessa» (c. 11, 3-6). La sua composizione risalirebbe, secondo l'Audet, all'epoca in cui furono composti i Vangeli e le Lettere di S. Paolo, tra il 50-70.
Questa data sarebbe imposta dai caratteri intrinseci ed estrinseci della Didaché: le istituzioni ecclesiastiche, la liturgia battesimale ed eucaristica, le testimonianze di scrittori antichissimi.
Gli altri studiosi, prima dell'Audet, ponevano diversamente la composizione della Didaché tra il 50-150. Oggi generalmente si propende per gli ultimi decenni del primo secolo.

Il luogo di composizione pare la Siria e più precisamente Antiochia. L'autore è un cristiano proveniente dal giudaismo.
Per la sua antichità la Didaché è testimonianza d'incomparabile valore su importanti argomenti