I litigi fra i coniugi
La psicologia femminile e quella maschile sono molto diverse fra loro e questa
profonda differenza di vivere se stessi, l'altro ed il mondo circostante è
una delle prime cause dei conflitti coniugali.
Il vivere insieme giorno dopo giorno, acuisce inevitabilmente la sofferenza,
l'incomprensione, l'intolleranza, l'incomunicabilità tra i coniugi.
La prima cosa da non dimenticare è dunque che il matrimonio porta sempre
e comunque, difficoltà, crisi, conflitti, problematiche tra l'uomo e
la donna.
L'abbiamo già detto, ma ad essere sposi, genitori e figli s'impara. S'impara
sempre, ogni giorno, in ogni occasione.
Non si nasce marito, moglie, genitore o figlio, ma lo si diventa.
A volte anche sbagliando certo, ma avendo sempre la consapevolezza che tutto
ciò è assolutamente normale, non deve scandalizzare.
Anche a litigare s'impara.
Bisogna delimitare la discussione in modo che non sfugga al controllo. Ecco
alcune piccole regole.
1. NON AVERE PAURA DEI CONFLITTI, quando si è più d'uno,
è quasi inevitabile. Chi non tollera la minima divergenza si affretta
a fare la pace evitando qualsiasi chiarimento. I conflitti vanno risolti, non
subiti.
2. NON FUGGIRE. Rifiutare il dialogo, andarsene altrove o accendere la
televisione quando lui/lei, cerca di parlare o affrontare un problema in modo
costruttivo, è una strategia che non aiuta a risolvere le situazioni.
3. NON CERCARE DI VINCERE A TUTTI I COSTI. Chi perde può avvelenare
la relazione con il suo risentimento.
4. NON INSISTERE IN UN LITIGIO, quando l'altro non riesce a reggere la
tensione emotiva. Meglio affrontare la questione in un altro momento.
5. RIMANERE SUL PRESENTE e sull'argomento iniziale. Scavare in vecchie
situazioni e rinfacciare vecchi torti, non serve a niente e a nessuno e tra
l'altro non ci si può più fare nulla.
6. MEGLIO NON COINVOLGERE nel litigio suoceri, parenti, figli o amici.
Potrebbero, infatti, prendere le parti dell'uno o dell'altra, esprimendo opinioni
e pareri difficilissimi da gestire quando in seguito la coppia si rappacifica.
7. CONTROLLARE I TONI. Se litigate di fronte ai figli mantenete un tono
civile e non alzate la voce: i toni minacciosi allarmano molto i bambini se
pur piccolissimi.
8. EVITARE LE RIPICCHE. Per esempio lasciar credere di esseri infedeli
o poterlo essere alla prima occasione Può dar luogo ad un ciclone di
aggressività, così come illustrare i difetti e le manie dell'altro
in pubblico.
9. EVITARE LA VIOLENZA. Sembra ovvio, ma crea delle fratture profonde.
10. UMORISMO. L'umorismo, non il sarcasmo, ha un effetto rilassante ed
è capace di smontare un litigio che rischia di diventare ingestibile.
Resta inteso che il perdono è la migliore arma contro astio, ripicche,
ferite profonde. Chi rimane nel non perdono, non solo uccide il rapporto con
l'altro, ma muore nell'anima.
Quando abbiamo espresso i nostri sentimenti, chiediamo al coniuge di dare la
sua versione dei fatti.
Ascoltiamolo in silenzio. Molte volte scopriremo che anche lui si è sentito
ferito.
Il perdono è l'unico vero antidoto, ma a volte è di gran lunga
superiore alle nostre forze.
Guai a perdonare superficialmente, non serve né a noi né all'altro.
Il nostro compito è stare attaccati a Dio, in ogni forma o maniera, il
resto lo fa l'amore, lo fa Dio.
da: Valerio Albisetti - Anna Oliverio Ferraris