Cosa ti offriremo, o Cristo nostro Dio, per essere apparso sulla terra assumendo la nostra stessa umanità? Ogni creatura plasmata da te ti offre qualcosa per renderti grazie. Gli angeli ti offrono il loro canto, i cieli ti offrono la stella, i Magi presentano doni, i pastori il loro ingenuo stupore, la terra prepara una grotta il deserto, invece, una greppia, e noi ti offriamo una Madre vergine.
Signore, che esisti prima che il tempo esistesse, abbi pietà di noi!

LA STORIA DEL PRESEPE


La parola "presepe" significa letteralmente "mangiatoia" e per antonomasia indica la mangiatoia, la greppia, nella quale, come è raccontato nel Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita, non avendo la santa coppia di Maria e Giuseppe trovato alloggio nella locanda. In alcuni scritti, si parla di una grotta nella quale era collocata la stalla e si riscontra la presenza del bue e dell'asino che con il loro alito riscaldano l'umile culla. Tra l'annunzio ai pastori da parte di un angelo (la parola "angelo" in greco significa "messaggero"), con la decisione di questi di recarsi a Bethlehem, e l'adorazione del fanciullo passa del tempo, essendovi una certa distanza tra il luogo della nascita e il punto in cui i pastori avevano il loro bivacco.I re Magi giunsero dall'Oriente molto tempo dopo seguendo la famosa stella. C'è una curiosità, che la parola Magi è usata generalmente al plurale: il singolare sarebbe "Mago", ma, per evitare ambiguità, si dice anche "Magio". Si trattava di sapienti, il cui potere era al limite tra quello regale e quello sacerdotale. Il Vangelo non parla del loro numero, che la tradizione ha fissato a tre, in base ai loro doni, oro, incenso, mirra, cui è stato poi assegnato un significato simbolico. E' in base a questi elementi, che gli artisti cristiani hanno rappresentato nelle loro opere la nascita di Gesù tra Maria e Giuseppe nella mangiatoia, dietro la quale spuntano le teste del bue e dell'asinello, davanti ad essa i pastori avanzano in atteggiamento di adorazione e i re Magi si uniscono a loro presentando i doni. La divina nascita fu ben presto rappresentata dagli artisti cristiani, i quali, riproducono sia la natività tra il bue e l'asino, con l'adorazione dei pastori, sia la venuta dei Magi venuti dall'Oriente. Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme, con personaggi reali, pastori, contadini, frati e nobili, tutti coinvolti nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223. Primo esempio di presepe inanimato, a noi pervenuto, è invece quello che Arnolfo di Cambio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Le più antiche figure da presepe risalgono al Quattrocento, a Napoli e raffigurano accanto ai consueti personaggi sacri, anche profeti e maghe, che la tradizione collegava insieme. Una tappa fondamentale nella costituzione del presepe popolare è costituita all'inizio del Cinquecento dal presepe del Duomo di Matera, dove si iniziò ad allargare la rappresentazione mediante personaggi che appartenevano sia al mondo antico sia al contemporaneo,oggi una delle principali caratteristiche del presepe, che permette di far rivivere la nascita del Cristo in ogni epoca. La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel '800 quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali diversi ( statuine in gesso, terracotta o carta pesta).